LA 16^ EDIZIONE DEL PREMIO LUCHETTA RACCONTA IL MONDO E LE SUE TRINCEE (TRIESTE 9-12 MAGGIO 2019)

Iraq, Qarayya: A newly displaced man carries two children at the northern check point in Qayyarah, south of Mosul on October 31, 2016. Alessio Romenzi

Ancora una volta il Premio Luchetta racconta il mondo e le sue prime trincee: dai bambini soldato in Afghanistan ai siriani vittima di una guerra civile infinita, dai bimbi malnutriti in Congo ai piccoli massacrati nello Yemen. È l’infanzia a pagare un prezzo gravissimo e inaccettabile per le emergenze, i conflitti, i rivolgimenti epocali sul pianeta. Un allarme che il Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta lancia dal 2004 per ricordare il lavoro in prima linea dei colleghi uccisi 25 anni fa mentre stavano lavorando per dar voce proprio ai bambini di Bosnia: la troupe RAI composta da Marco Luchetta, Alessandro “Sasha” Ota e Dario D’Angelo, uccisa da una granata a Mostar nel gennaio ’94. E pochi mesi dopo, a Mogadiscio, il telecineoperatore Miran Hrovatin veniva brutalmente ucciso insieme alla giornalista Ilaria Alpi.

Ecco dunque i vincitori di questa 16^ edizione del Premio giornalistico internazionale Marco

Luchetta, cinque giornalisti e cinque testate che compongono un puzzle straordinario del nostro tempo: li annuncia la Giuria della 16^ edizione, presieduta dal Direttore di Rainews24 Antonio Di Bella. Va innanzitutto a Diego Bianchi, più familiare al grande pubblico come ‘Zoro’, il Premio Luchetta 2019 nella categoria “reportage”, per l’emozionante diario di viaggio in Congo in onda su Propagandalive La7, nelquale ha testimoniato l’emergenza che colpisce in particolare i più indifesi: i bambini, allo stremo per lamalnutrizione, le epidemie, gli scontri armati, i conflitti. Per sopravvivere possono ormai contare solo sull’aiutodi associazioni umanitarie. In Congo esistono circa 300 tribù, ciascuna ha la propria lingua e le proprietradizioni ed ognuno possiede un’arma. Nella categoria Tv News il Premio Luchetta 2019 va ad Orla Guerin per la corrispondenza diffusa da BBC News sui 42 bimbi massacrati nell’agosto 2018 nello Yemen, vittimedi un bombardamento aereo da parte delle forze di coalizione. Sono troppe le morti di civili in Yemen chenon vengono annunciate e neppure ricordate. Questo servizio vuole ricordare i piccoli trucidati da unbombardamento aereo: le nazioni Unite lo hanno definito il più devastante attacco contro bambini da marzo2015, quando il conflitto si è esacerbato. La coalizione ha inizialmente sostenuto la tesi secondo la qualel’autobus fosse un obiettivo militare legittimo, per poi scusarsi e riconoscere l’errore definendolo come un“danno collaterale”. Per la stampa italiana il Premio Luchetta 2019 va a Daniele Bellocchio che haraccontato per L’Espresso l’odissea dei cittadini del Ciad in fuga da Boko Haram e la storia di HalimaAdama, a 12 anni vittima di un matrimonio forzato e poi obbligata dal marito ad effettuare una missionesuicida. La crisi umanitaria, insieme alla pressione terrorista di Boko Haram, ha trasformato il bacino del lagoCiad nell’ultima frontiera della jihad in Africa. Nella realtà drammatica dei campi profughi, Bellocchio hatrovato la giovane Halima Adama, rimasta priva di entrambe le gambe ed oggi tornata a vivere con la suafamiglia nel villaggio natale.

Per la stampa internazionale vince Margaux Benn, corrispondente del quotidiano francese Le Figaro dall’Afghanistan. Ha documentato le storie dei bimbi soldato dell’Isis nella provincia orientale di quel Paese: giovani dagli 11 ai 16 anni, reclutati e indottrinati e già a 5 anni costretti a partecipare alle esecuzioni . Margaux Benn è riuscita ad ottenere il permesso di accedere al carcere minorile di Jalalabad: il reclutamento dei bambini soldato, in particolare da parte degli IS-K, è una delle preoccupazioni maggiori delle Nazioni Unite e del governo locale ed è oggetto di un programma di “deradicalizzazione” in alcuni centri di detenzione giovanili.

Infine per la sezione fotografia dedicata a Miran Hrovatin il Premio Luchetta va ad Alessio Romenzi per lo scatto pubblicato da L’Espresso che ritrae un padre in arrivo al check point di Quayyara in Siria, insieme alle sue bambine, circondato dal fumo nero in cielo, pozzi di petrolio incendiati dai miliziani dell’Isis. Ulteriore riconoscimento 2019, come già annunciato, è il Premio Speciale della Fondazione Luchetta che va a Riccardo Iacona, testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo, premiato per un approccio giornalistico in cui l’ascolto della voce dei cittadini si integra all’inchiesta e a una visione pragmatica di miglioramento. E per l’intuito e la lungimiranza che, 25 anni fa, lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra Le premiazioni dei vincitori sono in programma sabato 11 maggio a Link, il Festival del buon giornalismo in programma a Trieste, in Piazza Unità: un’agorà con i protagonisti dell’informazione del nostro tempo dedicata ai temi di attualità. La consegna del Premio Speciale a Riccardo Iacona sarà invece l’evento inaugurale della prima giornata di Link 2019, giovedì 9 maggio alle 19.30.